Intervento di: Tiziana Stella, Associazione Stampa Romana


mercoledì 13 febbraio 2019

“Se gli editori comprimono le retribuzioni e non investono non si cresce”

Davanti al direttore Enrico Mentana, seduto in platea per ascoltare gli interventi congressuali, Tiziana Stella, con grinta e chiarezza di idee, ha riassunto la storia ultima della sua TV.
“Noi giornalisti de La7 volevamo conservare in Italia il 3° polo in tv, libero e autonomo. E ci siamo riusciti. La7 è stata ceduta ‘risanata’ all’editore Cairo, il contratto scade quest’anno. In questo percorso La7 si è rivelata un successo editoriale, tanto che ultimamente ha acquistato RCS. Certo, il nostro cdr ha dovuto ricorrere alla magistratura per ottenere l’applicazione del contratto nazionale e continuiamo a opporci a un’azienda che non applica l’integrativo”, ha fatto notare.
“La7 ha 109 milioni di spese ed entrate per 138 milioni di pubblicità. Purtroppo, con il minimo garantito, una quota molto sostanziosa degli introiti finisce nelle casse della concessionaria di pubblicità. Noi giornalisti garantiamo la copertura del palinsesto dalle 5 del mattino alle 2 di notte, ma il nostro lavoro non è pagato come si dovrebbe. Purtroppo gli editori comprimono sempre le retribuzioni e i migliori investimenti non vengono fatti in favore dei giornalisti che sono considerati solamente come costi aziendali e sovente sono relegati ai terminali. E così non si cresce”, ha concluso.

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