Intervento di: Enrico Cocciulillo, Associazione Stampa Subalpina


mercoledì 13 febbraio 2019

“Per raccontare l'evoluzione della professione partiamo dai freelance”

Per raccontare l'evoluzione della professione all'interno della crisi che stiamo vivendo, bisogna partire dai giornalisti senza datore di lavoro, che vivono di collaborazioni. “Definirsi freelance in una conferenza stampa, specialmente nei Paesi anglosassoni, significa suscitare sguardi di ammirazione. In Italia, invece, si rischia di trovare solo commiserazione”, ha asserito Enrico Cocciulillo, delegato di Torino. Ma i giornalisti freelance possono ancora giocare un ruolo chiave in prospettiva futura: “Potrebbero essere i giornalisti che creeranno un nuovo modello di business editoriale, esulando dal mercato pubblicitario per rivolgersi ad un pubblico di nicchia. A patto di smettere di vivere di pregiudizi autoconservativi”, ha proseguito. “In una quotidianità in continuo mutamento è necessario costruire un legame empatico ed etico con i lettori perché reportage e approfondimento possono aiutare i lettori a capire la realtà”, ha aggiunto concludendo che: “C'è bisogno di più attenzione e inclusività nei confronti dei collaboratori, spina dorsale dell'informazione italiana. L'equo compenso si traduca in dignitose retribuzioni e i pubblicisti vengano riconosciuti maggiormente per l'importanza del ruolo che rivestono nelle redazioni, negli uffici stampa e nel web”.

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