Intervento di: Marco Ansaldo, Associazione Stampa Romana


mercoledì 13 febbraio 2019

“In Turchia non solo è difficile lavorare, ma addirittura risiedere”

“Vivo e lavoro in Turchia, dove il governo Erdogan ha piegato a suo esclusivo vantaggio il sistema informativo”, ha raccontato Marco Ansaldo, corrispondente di Repubblica ed esperto di politica internazionale. Tra licenziamenti ed arresti, il bilancio post-golpe fallito in Turchia è disastroso, “Ma il caso di Jamal Khashoggi ha permesso a Erdogan di ergersi a paladino della libera informazione”, ha detto Ansaldo. In Turchia non solo è difficile lavorare, ma addirittura risiedere: “Questo caso richiama il lavoro di tanti colleghi italiani che purtroppo, negli ultimi anni, sono stati arrestati o hanno perso la vita”, ha sottolineato, raccontando di quelle aree del mondo dove è difficile fare informazione. “Un collega turco mi ha raccontato che hanno iniziato a disgregarsi di fronte al potere quando si sono mostrati divisi. Senza solidarietà tra loro, i media hanno conosciuto un asservimento generale e la percentuale di iscritti al sindacato non è superiore al 4%. Un numero da brivido”, ha commentato Ansaldo. C'è comunque ottimismo per il giornalismo italiano all'estero: “Ovunque ho sempre trovato molto interesse e rispetto nei confronti della stampa italiana. Siamo presenti, vivi e pulsanti e dobbiamo continuare a difendere il nostro patrimonio di credibilità”, ha concluso.

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