Intervento di: Alberto Ferrarese, Cdr di Askanews


mercoledì 13 febbraio 2019

“La nostra agenzia di stampa rischia la chiusura, ma noi giornalisti non molliamo”

Una situazione difficile quella di Askanews, primaria agenzia di stampa nazionale con oltre 90 giornalisti, di cui Alberto Ferrarese ha sintetizzato la vicenda al 28° Congresso Nazionale della FNSI. “Da quando è nata l’agenzia il primo stipendio pieno lo abbiamo visto a ottobre, il secondo a novembre, poi solamente un terzo a gennaio e a febbraio non sappiamo nemmeno cosa e se arriverà qualcosa”, ha spiegato.
Questa il quadro, noto, con il quale devono convivere i giornalisti dell’agenzia di stampa che si trova al centro di una delicata vicenda dovuta per lo più alla stretta morsa tra la politica e le scelte editoriali. Una vicenda di cui ancora non si vede la fine, che non è mai stata sostenuta e gestita dalla politica (“né il precedente Governo, né l’attuale hanno voluto fare qualcosa”, dice Ferrarese) e che continua a precipitare anche perché l’azienda si trova sul baratro a causa della decisione del cda di deliberare la procedura di concordato preventivo e 27 esuberi su 90 giornalisti. Due scelte che viaggiano in parallelo e che condannano l'agenzia di stampa a diventare una realtà marginale e, in particolare, la procedura concorsuale in tribunale la espone a incognite tali da non poter escludere, se la situazione volgerà al peggio, il fallimento della stessa società.
Ferrarese porta il suo appello affinché “politica, editori, associazioni di categoria e chiunque possa operare per intervenire lo faccia”. Il Papa, proprio oggi, si è dichiarato a fianco di tutti i giornalisti dell’agenzia durante un incontro avvenuto al termine dell’udienza generale in Aula Nervi e si è raccomandato a loro con queste parole: “Non mollate mai”.
“Noi – ha detto Ferrarese - certo non molleremo, lotteremo fino alla fine a testa alta e con la schiena dritta anche per non sperperare le immense professionalità della nostra agenzia”.

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