Intervento di: Paolo Borrometi


mercoledì 13 febbraio 2019

“La politica faccia in modo che i giornalisti siano liberi. Queste deve fare, non certo insultarci”

Ha strappato un convinto applauso in sala Paolo Borrometi, giornalista ragusano sotto scorta, quando ha invitato i colleghi giornalisti presenti al 28° Congresso nazionale Fnsi a ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno nel servizio di scorta ai giornalisti minacciati. «La politica questo deve fare – ha detto, accorato, Borrometi – ovvero fare in modo che i giornalisti siano pagati per essere liberi, avere la libertà che permette di fare il proprio dovere, visto che tanti colleghi sono pagati pochi centesimi. Non certo insultarci». Per quello che ha definito il mestiere più bello del mondo, Borrometi ha invitato a evitare la delegittimazione preventiva («che ci faceva Regeni in Egitto?»), il chiacchiericcio per sminuire il lavoro di un singolo giornalista, e ha snocciolato una carrellata di nomi di giornalisti uccisi per il proprio lavoro, per il proprio impegno: da Cosimo Cristina a Impastato, da De Mauro a Fava, da Spampinato a Francese, a Rostagno, a Siani. «Il sindacato dell’epoca dovrebbe loro delle scuse per averli lasciati soli. Oggi forse non avremmo salvato loro la vita, ma non li avremmo abbandonati».

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