Intervento di: Claudio Silvestri, Sindacato unitario giornalisti Campania


mercoledì 13 febbraio 2019

“A gennaio nella nostra regione un giornalista minacciato a settimana”

Traspare l’emozione nelle parole di Claudio Silvestri, che ricorda come la Campania non fosse 4 anni fa presente al Congresso della Federazione della Stampa: “Non c’era la nostra Regione, ma c’eravamo noi, convinti di poter e dover rientrare nella Federazione. In 4 anni siamo rinati ed abbiamo portato l’associazione da 0 a 900 iscritti. Abbiamo costruito mattone su mattone la casa dei giornalisti, dove prima c’era il deserto e il sindacato è stato per anni assente ingiustificato. In una terra di camorra come la nostra penso ai giornalisti minacciati, mai più soli ci siamo detti. Per stare vicino a loro era necessario un nuovo approccio: che non si limitasse ad un comunicato di solidarietà. Ma stare con loro sempre: nelle denunce alle forze dell’ordine, nei tribunali e sul territorio ad illuminare le storie pericolose, per essere la loro scorta mediatica. Solo nella provincia di Caserta ci sono 10 giornalisti sotto protezione, a gennaio abbiamo avuto un giornalista minacciato a settimana.” Uno sguardo va poi al ruolo del sindacato: “Noi giornalisti dobbiamo riappropriarci del nostro mestiere che è quello di raccontare la verità, di essere al servizio dei governati e non dei governanti. Per essere credibile un sindacato deve avere chiari i propri obiettivi, che non possono coincidere con il mercato delle poltrone. Viviamo un momento critico: il nostro lavoro diventa sempre più precario ed abbiamo un governo ostile e pericoloso per la libertà dell’informazione. Un esempio: il taglio al fondo del pluralismo porterà in Campania alla chiusura di 6 giornali e 3 tipografie nel giro di 3 o 4 anni”.

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