Intervento di: Alessandra Costante, Associazione Ligure dei Giornalisti


mercoledì 13 febbraio 2019

“Dare ai colleghi degli uffici stampa un profilo contrattuale significa riconoscere diritti e tutele a duemila ‘fantasmi’”

“Ci è stato detto che la parola lavoro doveva essere scritta qui a Levico prima di Congresso. Evidentemente fare un congresso, di libertà, diritti e fake news, tutte cose che si tengono insieme oggi, per qualcuno non è ancora sufficiente. Eppure il lavoro e non la sterile polemica politica è stata al centro dell’attività della giunta e della segreteria uscenti e sarà l’obiettivo della prossima consiliatura”, ha esordito Alessandra Costante, giornalista genovese del “Secolo XIX”. La crisi del settore è evidente: “Le copie stampate sono passate da 6,4 milioni nel 2008 a 2,6 nel 2018. Le imprese editoriali nel mese di gennaio, tutte indistintamente, hanno perso il 60% di ricavi dalla pubblicità in dieci anni”, ha detto. Numeri inequivocabili che colpiscono i grandi gruppi editoriali, ma anche il web: “La relazione dell’Agcom dice che si tratta di aziende con un fatturato medio inferiore a 90 mila euro all’anno, solo poche superano i 300 mila euro. Il contratto Uspi nasce per queste realtà e per le testate no profit o di impresa sociale e, mi piace sottolinearlo, non è la Fnsi che può sindacare se un’impresa è no profit o no”, ha ricordato la Costante. Tornando sul tema del lavoro, ha concluso dicendo “dare ai colleghi degli uffici stampa un profilo contrattuale nella P.A. significa riconoscere diritti e tutele ad altri duemila fantasmi, scusate se è poco”.

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