Intervento di: Giovanni Russo, Sindacato unitario giornalisti Campania


mercoledì 13 febbraio 2019

“Auguro che dal congresso nascano risposte fattive e concrete per il lavoro che non c’è”

Si focalizza sul lavoro che non c’è Giovanni Russo, delegato di Napoli, partendo proprio da un esempio concreto: ieri a Salerno 12 colleghi hanno trovato la porta chiusa del proprio giornale. “Il lavoro non si crea facilmente, le condizioni sono quelle che sono, ma non si crea sicuramente costruendo un sindacato chiuso. Nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo, dove il precariato non è più un aspetto contingente di questo mestiere ma un dato storico, non possiamo assolutamente dividerci sul tema del lavoro”, sottolinea Russo. Che rincara la dose: “Non si ingrassa con due o tre euro a pezzo. E purtroppo questa è la condizione di tanti colleghi non solo di Napoli, ma anche di Milano e di altre città che almeno sulla carta dovrebbero vivere meglio. Il sindacato deve rispettare il suo ruolo di tutela, di difesa dei giornalisti che vengono minacciati, di assistenza a chi è disperato. Ma non attraverso la costruzione di un sindacato utopistico”. E nelle fasi storiche più difficili, ricorda Russo, si è sempre risposto in due modi: o rifugiandosi nell’utopia o facendosi “un cuore grande così” per dare risposte al problema. “A me sembra – si rivolge a chi siede sul palco - che vi stiate rifugiando nell’utopia. L’immagine del sindacato, basta guardarvi oggi, è vecchia. Il sindacato non può essere un club ridotto a 1.600 persone. Più siamo meglio è, più siamo e più c’è forza”. Infine, un auspicio: “Auguro a tutti un buon congresso e a tutti noi che da questo momento di incontro nascano risposte fattive e concrete per il lavoro che non c’è”.

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