Intervento di: Maurizio Landini


mercoledì 13 febbraio 2019

XXVIII Congresso FNSI, il saluto di Maurizio Landini (Cgil)

Carissimo Presidente, Carissimo Segretario,
impegni non rinviabili mi trattengono a Roma e sono dunque impossibilitato a partecipare al vostro XXVIII congresso. Desidero comunque assicurarvi che la CGIL seguirà con estrema attenzione i lavori e non solo per l'importanza che la contrattazione del rapporto di lavoro giornalistico rappresenta nel panorama delle relazioni industriali del Paese - avete spesso anticipato tendenze che si sono poi mostrate anche in altri settori.
La libertà del e nel lavoro giornalistico, infatti, è per noi uno dei parametri identificativi della democrazia. Da sempre la CGIL si è schierata sempre contro chiunque abbia tentato di "imbavagliare" la libertà di stampa. È stata vicina a chi per la volontà di verità rischiava la vita in guerra, veniva minacciato dalla criminalità organizzata, punito o incarcerato da regimi illiberali e autoritari. Lo è ancor più oggi che la tecnologia, le scoperte delle scienze cognitive, le immense risorse a disposizione di Stati o Multinazionali mettono in grave pericolo non solo il lavoro di migliaia di bravi e scrupolosi giornalisti, ma l'idea stessa di libertà di stampa e di giornalismo.
Noi pensiamo che il primo antidoto ai rischi incombenti di una reale perdita di senso e di valore della libertà di stampa, sia la coscienza civile di ciascuno di noi, il credo nei valori costituzionali di libertà e democrazia, l'imperativo di una stampa libera e di un giornalismo adulto e consapevole.
Sappiamo però che leggi, tutele normative, coscienza collettiva, credo democratico sono condizioni necessarie ma non sufficienti. Servono giornalisti che abbiano la libertà di poter vedere e di poter raccontare, che abbiano la certezza e l'esigibilità dei loro diritti, che abbiano il compenso dovuto per il loro lavoro.
Per questo il sindacato è indispensabile. Un sindacato libero, un sindacato autonomo, un sindacato forte, capace di contrattare dentro e sempre più fuori dalle redazioni le condizioni e l'organizzazione di lavoro, un salario adeguato, diritti esigibili e tutele forti.
Un giornalista contrattualizzato è un giornalista più libero. Sa di poter contare su regole pattuite contro i soprusi e sopraffazioni, sa di avere tutele che si è scelto e per le quali ha combattuto. Anche per questo è sempre maggiore l'esigenza di dare copertura contrattuale a chi oggi lavora, spesso in modo ingannevole, come freelance con partita IVA o altra modalità contrattuale, di saldare le politiche rivendicative dei giornalisti a quelle dei poligrafici che, insieme, affrontano le innovazioni e le ristrutturazioni del settore. La CGIL la chiama contrattazione inclusiva. Per noi significa dare certezze ai lavoratori forti e, con il loro aiuto, a quelli più in difficoltà.
Per noi le tutele e i diritti sono e devono essere in capo alle persone, non più funzione di una modalità contrattuale. A questo scopo abbiamo depositato in Parlamento, sostenuta da un milione e mezzo di firme, una legge di iniziativa popolare, un nuovo Statuto del lavoro che speriamo possa diventare presto legge dello Stato.
Nell'augurarvi ancora un proficuo lavoro, assicuro a tutti voi la nostra attenzione e la nostra amicizia.
Buon lavoro,
Maurizio Landini

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