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martedì 12 febbraio 2019

Il segretario Lorusso: «Dignità e inclusione parole chiave per il futuro della categoria»

È iniziato oggi a Levico Terme il XXVIII Congresso nazionale della Stampa italiana. I lavori sono stati aperti dal segretario del Sindacato del Trentino Alto Adige, Rocco Cerone, che ha dedicato il Congresso alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane cronista rimasto ucciso nell’attentato di Strasburgo dello scorso dicembre. «La vita è fatta di simboli e con questo simbolo i giornalisti italiani si stringono attorno alla famiglia Megalizzi, ma si stringono anche alle famiglie Rocchelli, Regeni, Alpi e al fotoreporter Gabriele Micalizzi, gravemente ferito ieri in Siria, per documentare la guerra in corso», ha ricordato Cerone.
Dopo la lettura dei messaggi inviati ai delegati del XXVIII Congresso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dai presidenti del Senato e della Camera, Casellati e Fico, e dal presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, spazio alla relazione del segretario generale, Raffaele Lorusso. «La stampa è sotto attacco perché ostacolo ad un modello a cui il potere ambisce da sempre, ovvero la cancellazione del pluralismo, l'annientamento del pensiero critico, la diffusione del pensiero unico. L'attacco ai giornalisti è l'attacco stesso al diritto di essere informati: cittadini meno informati o disinformati sono cittadini meno liberi», ha detto Lorusso.
«Gli insulti e le ingiurie – ha aggiunto – fanno parte di un attacco ai principi stessi della nostra Costituzione. I giornalisti danno fastidio perché sono il principale contrappeso della democrazia. Servono coraggio e determinazione per dare nuova dignità alla categoria. Devono prevalere il dialogo, il confronto in un clima di reciproca legittimazione e il senso di responsabilità: a queste condizioni ci siamo e ci saremo sempre. Ma nessun confronto è possibile con chi si pone come obiettivo la delegittimazione e l'annientamento dell'interlocutore».
La parte preminente della relazione del segretario Lorusso si è concentrata sulla situazione del mercato del lavoro giornalistico e sul precariato dilagante che lo attanaglia. «Al centro della nostra azione – ha precisato – vi è il lavoro, oggi veicolo di diseguaglianze ed esclusione sociale. Giornalisti più deboli sono più facilmente ricattabili: non possiamo accettare che il lavoro subordinato subisca la cancellazione di diritti e garanzie. Inclusione e dignità sono le due parole chiave attraverso le quali passa il rilancio del settore e della categoria».
Presente all’apertura delle assise anche Alberto Ferraresso, collega di Megalizzi di RadUni Europhonica. «Mi piace pensare che oggi siamo qui per testimoniare il lavoro fatto per raccontare come noi giovani vediamo l'Unione Europea, che non è solo un palazzo, ma qualcosa di quotidiano che interessa tutti», ha detto.
Il testo integrale della relazione del segretario Lorusso è pubblicato di seguito
La relazione del Segretario Generale Raffaele Lorusso

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